Puglia Arancione - Parrocchia San Giuseppe Manfredonia

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Puglia Arancione

Puglia Arancione
Elevata gravità e Rischio alto: un colore che ci obbliga all'impegno e alla responsabilità.
CORONA VIRUS | 05/11/2020


Il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte del 3 novembre 2020, in vigore dal 6 novembre, istituisce un regime di chiusure differenziate a seconda della fascia di rischio contagio Coronavirus alla quale appartiene ogni Regione, in base ai 21 parametri elencati nel provvedimento. L’impianto del testo suddivide il Paese in tre aree (rossa, arancione, gialla) a seconda dello scenario di rischio.

Nel provvedimento sono contemplate due categorie di norme:

• quelle valide per tutto il territorio nazionale,
• altre norme valide limitatamente all’ambito regionale.

In questa occasione ci occupiamo della sola Puglia, nei cui confronti valgono le disposizioni sia nazionali che regionali della Zona Arancione. Tralasciamo, quindi, la Zona Rossa le cui restrizioni possono essere recuperate facilmente nel D.P.C.M..


Le misure minime valide su tutto il territorio nazionale (Scenari 1 e 2 – Zona Gialla)

  • Coprifuoco dalle 22.00 alle 5.00: sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze;
  • per tutto l'arco della giornata è fortemente raccomandato non spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati;
  • sospese mostre e servizi museali;
  • didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, salvo attività laboratori in presenza;
  • attività in presenza per scuole elementari e medie ma con uso obbligatorio delle mascherine;
  • sospensione concorsi (compreso quello della scuola), a esclusione di quelli per personale sanitario;
  • nelle giornate festive e prefestive chiuse le medie e grandi strutture di vendita, a eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole;
  • coefficiente di riempimento massimo del 50% sui mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale
Le ulteriori misure previste per la Zona Arancione

La Regione Puglia, insieme alla Sicilia, è stata inserita nella Zona Arancione, che rappresenta i territori con scenario di elevata gravità (tipo 3) e con un livello di rischio alto. La verifica dei presupposti che pongono una Regione nello scenario 3 (“elevata gravità e livello di rischio alto”) o nello scenario 4 (“massima gravità e livello di rischio alto”) avviene da parte del ministero della Salute con frequenza almeno settimanale. Le restrizioni adottate stabiliscono:

  • il divieto di ogni spostamento in entrata e in uscita dal territorio, salvo che per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute o di studio;
  • il divieto di ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, salvo che per comprovate esigenze. All’interno del Comune si può però circolare liberamente;
  • la sospensione delle attività di bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto.
Perchè Arancione? (Scenario 3)

L’area Arancione prevede una situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo. A questo scenario appartengono Regioni prevalentemente e significativamente comprese tra Rt=1,25 e Rt=1,5 (Il valore Rt, l’indice di trasmissibilità dopo l’adozione di misure di lockdown, indica il numero di infezioni prodotte da una persona nell’arco del suo periodo infettivo), e in cui si riesca a limitare solo modestamente il potenziale di trasmissione del Covid-19 con misure di contenimento ordinarie e straordinarie.

Un’epidemia con queste caratteristiche di trasmissibilità è caratterizzata da:

  • una rapida crescita dell’incidenza dei casi rispetto ai precedenti scenari;
  • una mancata capacità di tenere traccia della catena di trasmissione;
  • iniziali segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali in seguito all’aumento dei casi ad elevata gravità clinica (con aumento dei tassi di occupazione dei posti letto ospedalieri), riconducibili ad un livello di rischio elevato o molto elevato;
  • la crescita del numero dei casi che potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 2-3 mesi.

Per una approfondita e aggiornata esposizione dei dati e degli indici relativi all’andamento della pandemia, è possibile consultare il sito de Il Sole24 Ore.
E le Chiese?

Non cambiano, per il momento, le restrizioni che riguardano le chiese formulate in precedenza. Tra le misure urgenti per il contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale, infatti, il D.P.C.M., all’art. 1, comma 9, lett. p) e q), recita:

  • l'accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
  • le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni di cui agli allegati da 1, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico, a 7.

Valgono, in definitiva, le disposizioni impartite attraverso il “Protocollo con la Conferenza Episcopale Italiana circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo”, riguardanti:

  1. L’accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni liturgiche.
  2. L’igienizzazione dei luoghi e degli oggetti.
  3. Le attenzioni da osservare nelle Celebrazioni liturgiche.
  4. Un’adeguata comunicazione.
  5. Altri suggerimenti.


Il consiglio della Conferenza Episcopale Pugliese

Con lettera del 30 ottobre 2020, La Commissione Regionale per la Dottrina della fede, l’Annuncio e la Catechesi, nel valutare la delicata situazione epidemiologica della nostra regione, consiglia “la sospensione delle attività catechistiche nelle realtà ecclesiali dove il rischio del contagio è maggiore o dove la tutela dei ragazzi e dei catechisti non è debitamente garantita. Qualunque decisione spetta comunque all’ordinario diocesano che valuta la situazione del proprio territorio di pertinenza.”


La decisione di Padre Franco Moscone, Vescovo della Diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo

In data 30 ottobre 2020, giunge la decisione del Vescovo tramite gli Uffici del Vicario Episcopale per la Pastorale, don Salvatore Miscio e del Direttore dell’Ufficio catechistico Diocesano don Michele Arturo.

Padre Franco “chiede di sospendere l’attività catechista e di formazione "in presenza", favorendo le attività online. Fatte salve le celebrazioni liturgiche e le opere caritative che continueremo a svolgere secondo le norme di sicurezza, riduciamo all'essenziale iniziative e proposte, senza far mancare il dovuto sostegno alle famiglie e alle persone sole.”







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