Introduzione - Parrocchia San Giuseppe Manfredonia

71043 - Manfredonia FG Via Dei Veneziani snc
Parrocchia San Giuseppe
Vai ai contenuti

Introduzione

Caritas > Salmi
I Salmi, la mia preghiera
Caritas

"La canzone degli Angeli"
Omaggio a William Bouguereau
Olio su tela cm 80x120
Questa iniziativa, che trae spunto dal libro “I Salmi” – con traduzione di David Maria Turoldo e commento di Gianfranco Ravasi - vuole essere solo un invito a pregare con i salmi. Il Salterio: «canto di ogni giorno e canto per ogni giorno», secondo la definizione di uno dei grandi maestri giudaici del I-II sec. d.C. rabbì Aqiba, spalanca le sue poesie sul brusio delle strade: i Salmi chiedono di uscire dalle aree sacre, di ritornare nel rumore delle città, di essere ascoltati e magari pronunziati anche da chi non ha nessun Dio.

In questo primo esperimento, ci occuperemo dei salmi che la Liturgia ci fa cantare nelle Domeniche che accompagneranno il corrente anno liturgico "C". Qualche versetto del salterio, ispirerà la preghiera personale. Divideremo l'argomento in quattro tempi:


«Si rimane sorpresi a prima vista che nella Bibbia vi sia un libro di preghiere. La Bibbia non è infatti tutta una parola di Dio rivolta a noi? Ora le preghiere sono parole umane e perciò come possono trovarsi nella Bibbia? Se la Bibbia contiene un libro di preghiere, dobbiamo dedurre che la parola di Dio non è soltanto quella che egli vuole rivolgere a noi, ma è anche «quella che egli vuole sentirsi rivolgere da noi». Queste righe scritte da Dietrich Bonhoeffer, il teologo cristiano martire nel carcere nazista di Flossenbiirg la mattina del sabato santo 1945, spiegano limpidamente al credente il significato di queste centocinquanta liriche che la tradizione ebraica ha chiamato Tehillim, «Lodi», e quella greca Psalmoi, «Inni da cantare con musica».

Proprio perché parola dell'uomo questi salmi sono intrisi di lacrime e di sorrisi, di sofferenza e di speranza, di supplica e di ringraziamento e, nonostante la tradizionale attribuzione globale a Davide, il re della dinastia messianica, essi coprono un arco storico e letterario ampio non solo quanto l'intera storia d'lsraele, bensì quanto i grandi itinerari della vita, entro cui l'incandescenza dei sentimenti e della fede si ordina e si esprime.

Il canto del salmo in forma responsoriale, fra la prima e la seconda lettura, costituisce il fulcro della liturgia della parola. E’ momento solenne di ascolto e di preghiera, di meditazione e di partecipazione. I salmi sono infatti “parola di Dio” e sintesi di preghiera di tutta la Bibbia.

Il Salterio vuole seguire e unire un doppio itinerario. Da un lato c'è il desiderio di far balenare al credente «i mirabili tesori di queste preghiere», come ha suggerito il Concilio Vaticano II nella Dei Verbum (n. 15); dall'altro lato, però, questo Salterio è per tutti gli uomini che amano la poesia, che riflettono sul mistero dell'esistere e del morire, che sperano e s'indignano, insomma, che vivono da uomini.
Torna ai contenuti