Venerdì Santo - Parrocchia San Giuseppe Manfredonia

71043 - Manfredonia FG Via Dei Veneziani snc
Parrocchia San Giuseppe
Parrocchia San Giuseppe
Parrocchia San Giuseppe
Vai ai contenuti

Venerdì Santo

9 aprile 2020 | Triduo pasquale
_______________________________________
Venerdì Santo, secondo giorno del Triduo pasquale, il giorno nel quale facciamo memoria della passione e della morte del Signore Gesù, ci ritroviamo uniti nella preghiera con:

  • le Lodi Mattutine, alle ore 08.30;
  • la Celebrazione della Passione del Signore, alle ore 17.00;
  • Via Crucis del Venerdì Santo 2020 con Papa Francesco, alle ore 21.00.

Le celebrazioni parrocchiali, saranno trasmesse in diretta sulla pagina fb.

La Via Crucis del Papa, sarà trasmessa in diretta televisiva in mondovisione su Rai 1, su Tv 2000 e in streaming sul canale YouTube Vatican Media Live, a partire dalle ore 21.00. E' possibile seguire la Via Crucis attraverso l'apposito sussidio scaricabile da questa pagina.

Celebrare il Giovedì Santo in casa

Cantiamo col pianto

Un pianto a dirotto, come quello di Pietro. Quel pianto è il canto dell’amore labile e fragile. Pianto che dice quanto sia difficile restare fedeli, quanto sia meglio non presumere mai. Quel pianto è rabbia, è dolore, è rammarico. È ferita che sanguina nel petto orgoglioso. È confessione sincera della propria disfatta.

Quel pianto dice come sia quasi impossibile essere sempre all’altezza dell’amore sincero, quando esso ti chiede di essere fedele fino alla morte, e non a parole.

Lacrime amare per toccare con mano quanto sia facile rinnegare ogni promessa quando la fede metta con le spalle al muro e comprometta e metta a rischio.
Pietro è affranto, confuso, smarrito. L’angoscia lo assale, forse dispera: non c’è futuro, non c’è avvenire, tutto è finito. È impossibile risalire dal fondo.

Ma il canto del gallo non arresta la storia. Gesù si volta e su Pietro fissa lo sguardo.
Non è giudizio, e neppure condanna, è solo carezza. È uno sguardo d’amore; è compassione benevola e attenta; è comprensione profonda e sincera. Quanto sia debole la carne di ogni vivente lo sa bene il maestro, lo sa per esperienza.

E il gallo canta per ricordare a Pietro quanto fedele sia l’amore di Dio. Anche per noi ci sia la notte del gallo. Un gallo che canti a svegliar la coscienza, e ci obblighi a rientrare in noi stessi. Un gallo che cancelli le nostre illusioni, che ci riporti al nostro reale.
Il pianto nostro al suo canto si mischi, ciascuno a suo modo ad aspettare l’aurora: un sole che nuovo sorga nel cuore, dopo la notte coi suoi tradimenti.

Le lacrime sue Simon Pietro presti a noi pure, per intonare il suo canto fatto di pianto. Bagnare di lacrime i fallimenti e le promesse scordate o infrante, gli ideali smarriti per strada, o messi al baratto per viltà o paura.
«O Signore, non farci mancare il dono del pianto. Tu sai bene quanto il peccato, bagnato di lacrime, sia fonte di grazia da cui germoglia la vita».

Sono un nulla, ho fallito, ho sbagliato! Lui canta, e il suo canto mi annuncia che, non più perduto, sono già perdonato; che ... Dio è sempre più grande del mio peccato!
Triduo pasquale
Locandina
Celebrazione domestica
Torna ai contenuti