Natale in rosso!

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Parrocchia San Giuseppe
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Natale in rosso!

Parrocchia San Giuseppe Manfredonia
Pubblicato da Paolo Simonetti in Covid-19 · 20 Dicembre 2020
Tags: natalecovidcelebrazioniliturgiche
I simboli del Natale sono per tradizione quasi tutti di colore rosso, ma da cosa nasce la scelta di questo colore che è protagonista di tutto il periodo natalizio e di fine anno?

Le motivazioni sono numerose, anche nelle tradizioni, soprattutto religiose, i colori già in passato erano ritenuti importanti anche per l’abbigliamento, identificativi di uno stato sociale. Il rosso, ad esempio, era ritenuto simbolo di regalità e ancora oggi gli attribuiamo questo significato. E’ il colore della vitalità: esprime, mai come in questo periodo, la capacità di rinascere e rappresenta l’energia di un nuovo inizio.

Da sempre, abbiamo disegnato il Natale con immagini di tavole imbandite, strade addobbate, campane a festa di una Chiesa che annuncia al mondo intero la disarmante tenerezza di un Dio bambino che ci prende per mano e ci riconduce al Principio, là dove tutto ebbe inizio e verso cui tutti, oggi disorientati da una realtà ferita e dolorante, siamo diretti, lungo la strada della Pace e dell’Amore.  

Quest’anno, purtroppo, ai colori tradizionali del Natale si sovrappone una tinta particolare: il “Rosso Covid”. Un pigmento diverso dal solito, di cui certamente tutti avremmo fatto a meno. Una sfumatura, però, che nonostante le sue fosche premesse, potrebbe in qualche modo aiutarci a dipingere di bene le nostre azioni quotidiane se vissute nell’attenzione all’altro, nella cura del Creato e di chi ci circonda, nel desiderio di salvaguardare la salute di tutti.

Il Rosso Covid, comunque la si pensi, è il tormentone natalizio di quest’anno. A decretarlo è stato il Governo italiano che, con D.L. 18 dicembre 2020, n. 172, ha emanato ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del virus COVID-19, in vigore dal 19 dicembre.

Il provvedimento colloca l’Italia in zona rossa dal 24 dicembre al 6 gennaio nei giorni prefestivi e festivi, e in zona arancione nei giorni feriali. Per ciascuna zona, il Governo introduce alcune limitazioni agli spostamenti durante il periodo natalizio, dal 24 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021. Nei giorni 24, 25, 26, 27, 31 dicembre 2020 e 1, 2, 3, 5, 6 gennaio 2021 si applicano le misure previste per le cosiddette “zone rosse”, elencate all’art. 3 del DPCM dello scorso 3 dicembre. Nei giorni 28, 29, 30 dicembre 2020 e il 4 gennaio 2021 si applicano, invece, le misure previste per le cosiddette “zone arancioni”, elencate all’art. 2 del DPCM dello scorso 3 dicembre (http://www.governo.it/sites/new.governo.it/files/slide_decreto_20201218.pdf).




Comunicazioni dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana.

Nella situazione disegnata dal Decreto-Legge non ci sono cambiamenti circa la visita ai luoghi di culto e le celebrazioni: entrambe sono sempre permesse, in condizioni di sicurezza e nella piena osservanza delle norme.

La Segreteria Generale della CEI ricorda quanto indicato dal Consiglio Episcopale Permanente nel comunicato finale della sessione straordinaria del 1° dicembre: “Sarà cura dei Vescovi suggerire ai parroci di ‘orientare’ i fedeli a una presenza ben distribuita, ricordando la ricchezza della liturgia per il Natale che offre diverse possibilità: Messa vespertina nella vigilia, nella notte, dell’aurora e del giorno. Per la Messa nella notte sarà necessario prevedere l’inizio e la durata della celebrazione in un orario compatibile con il cosiddetto ‘coprifuoco’”, cioè entro le 22.

Durante i giorni di “zona rossa” si consiglia ai fedeli di avere con sé un modello di autodichiarazione per velocizzare le eventuali operazioni di controllo. La Circolare del Ministero dell’Interno del 7 novembre 2020 ha precisato che i luoghi di culto dove ci si può recare per una visita o per la partecipazione a una celebrazione “dovranno ragionevolmente essere individuati fra quelli più vicini”.

Durante i giorni di “zona arancione” i fedeli potranno raggiungere liberamente qualsiasi luogo sacro sito nel Comune di residenza, domicilio o abitazione. Se esso ha una popolazione non superiore a 5.000 abitanti è possibile recarsi in chiese situate in altri Comuni che non siano capoluoghi di provincia e distanti non oltre i 30 km.

I Vescovi esortano, soprattutto in queste giornate, a non dimenticare e ad accompagnare tutte le persone, che comunicano le loro fatiche, le loro speranze, chiedendo preghiere e aiuti materiali e spirituali. “Nel silenzio delle tante ferite che incidono profondamente sul corpo, nell’anima e nello spirito, sappiamo per fede che sta per fare capolino la voce dell’angelo, che porterà la notizia attesa da sempre: ‘Vi annuncio una grande gioia: oggi è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore’”.



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