Beati quelli che sono nel pianto - Parrocchia San Giuseppe Manfredonia

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Parrocchia San Giuseppe
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3 marzo - 3° Incontro:
"Beati quelli che sono nel pianto, perchè saranno consolati" (Mt 5,4)
"Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate" (Ap 21,4).
CARITAS | 13/02/2022

Lettura della parola di Dio (Apparizione alla Maddalena)
DAL VANGELO DI GIOVANNI 20, 11-18
Maria invece stava all'esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l'hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove l'hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: «Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro»». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Domande per la consultazione sinodale
Maria di Magdala piange sulla tomba di Gesù, presa dalla disperazione perché non le rimane neppure il cadavere da venerare. Il dolore la rende incapace di riconoscere la presenza del Risorto e di ricordare la promessa fatta da Gesù. Anche noi rischiamo di diventare una Chiesa che si piange addosso, ripiegata su se stessa, incapace di ascoltare la chiamata del Signore:

  1. Chi cerchiamo? Se cerchiamo il Signore, siamo consapevoli che Egli ci parla attraverso ogni essere umano? O ci lasciamo prendere dai pregiudizi (l’altro è “solo” il giardiniere)?
  2. Il nostro è un ascolto a “tutto campo”? Dei fratelli e delle sorelle della comunità cristiana, di tutti gli esseri umani, delle minoranze, degli attuali contesti sociali e culturali… O c’è qualcuno che non vogliamo incontrare?
  3. Siamo consapevoli che spesso il Signore ci parla attraverso coloro che piangono e che ci risvegliano dal sonno dei nostri sterili lamenti?

Preghiera conclusiva (Is 49,13-18)
Giubilate, o cieli, rallégrati, o terra,
gridate di gioia, o monti,
perché il Signore consola il suo popolo
e ha misericordia dei suoi poveri.
Sion ha detto:
«Il Signore mi ha abbandonato,
il Signore mi ha dimenticato».
Si dimentica forse una donna del suo bambino,
così da non commuoversi
per il figlio delle sue viscere?
Anche se costoro si dimenticassero,
io invece non ti dimenticherò mai.
Ecco, sulle palme delle mie mani ti ho disegnato, le tue mura sono sempre davanti a me.
I tuoi figli accorrono, i tuoi distruttori e i tuoi devastatori si allontanano da te.
Alza gli occhi intorno e guarda:
tutti costoro si radunano, vengono a te.
«Com'è vero che io vivo – oracolo del Signore –,
ti vestirai di tutti loro come di ornamento,
te ne ornerai come una sposa».

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