Beati i poveri in spirito - Parrocchia San Giuseppe Manfredonia

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24 febbraio - 2° Incontro:
"Beati i poveri in spirito, perchè di essi è il Regno dei Cieli" (Mt 5,3)
È povero in spirito chi sa di non poter confidare in se stesso, ma ripone tutta la sua fiducia in Dio soltanto.
CARITAS | 13/02/2022

La povertà di cui parla la prima beatitudine non si riferisce semplicemente a una particolare condizione sociale o economica, ma riguarda lo spirito dell’uomo, il suo atteggiamento, la sua disposizione interiore. Come dice Papa Francesco: «i “poveri in spirito” sono coloro che sono e si sentono poveri, mendicanti, nell’intimo del loro essere».

Lettura della parola di Dio (Il “buon” ladrone)
DAL VANGELO DI LUCA 23, 33-43
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte. Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Domande per la consultazione sinodale
Lungo la strada verso Gerusalemme i discepoli litigano tra di loro su chi sederà alla destra e alla sinistra di Gesù nel suo Regno… ma il Padre aveva preparato diversamente (Mt 20,20-23): Gesù avrebbe compiuto il suo ultimo “viaggio”, dalla Croce alla Gloria, in mezzo a due “malfattori”, cioè due persone considerate “maledette” da Dio e dagli uomini (Dt 21,23; Gal 3,13):

  1. Ci sappiamo fare compagni di viaggio di tutti gli uomini, compresi coloro che abitano nel nostro stesso quartiere o nel luogo di lavoro? Oppure manteniamo le distanze? Ci consideriamo migliori perché cristiani o sappiamo di essere peccatori e bisognosi di salvezza come tutti gli uomini?
  2. Ci facciamo vicini ai “maledetti” di oggi, a quelli che nessuno vuole incontrare?

Preghiera conclusiva (Beato Charles de Foucauld)
Padre mio, io mi abbandono a te, fa’ di me ciò che ti piace. Qualunque cosa tu faccia di me ti ringrazio. Sono pronto a tutto, accetto tutto. La tua volontà si compia in me, in tutte le tue creature. Non desidero altro, mio Dio. Affido l’anima mia alle tue mani, te la dono mio Dio, con tutto l’amore del mio cuore perché ti amo, ed è un bisogno del mio amore di donarmi, di pormi nelle tue mani senza riserve con infinita fiducia perché tu sei mio Padre.

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