Beati i perseguitati - Parrocchia San Giuseppe Manfredonia

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Parrocchia San Giuseppe
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28 aprile - 9° Incontro:
"Beati i perseguitati per la giustizia, perchè di essi è il Regno dei Cieli" (Mt 5,10)
«Non sono solo i martiri ad essere perseguitati; anche molti altri sono perseguitati per aver aiutato chi ha subito un torto o semplicemente per ogni virtù che possiedono.
CARITAS | 13/02/2022

Lettura della parola di Dio (Gesù e lo Shabbat)
DAL VANGELO DI GIOVANNI 5, 1-18
Dopo questi fatti, ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. [ 4] Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l'acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all'istante quell'uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.
Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all'uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: «Prendi la tua barella e cammina»». Gli domandarono allora: «Chi è l'uomo che ti ha detto: «Prendi e cammina»?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo. Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell'uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.
Ma Gesù disse loro: «Il Padre mio agisce anche ora e anch'io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.

Domande per la consultazione sinodale
Un certo “giustizialismo” umano e la rigidità di chi non sopporta il dissenso rispetto al “pensiero unico” dominante, nella Chiesa e nella società, spesso opprimono e soffocano le persone che cercano di vivere nella verità e nella fedeltà davanti a Dio e alla sua Parola, venendo quindi osteggiati proprio a causa di essa. Quando ciò accade, anche all’interno delle nostre comunità, è necessario prendere parola semplicemente, con coraggio, libertà e verità, senza doppiezze e opportunismi.

  1. Quanto è autentico, libero e disinteressato il nostro modo di parlare all’interno della comunità?
  2. Nella società, negli ambienti che abitualmente frequentiamo, riusciamo a prendere parola pubblicamente, senza paura, in libertà e verità, nonostante il rischio di venire osteggiati? Sappiamo vivere da perseguitati, senza compiacenza, ma restando fedeli a Cristo e alla sua Parola?

Preghiera conclusiva (Tb 13,2-4.8-9)
Benedetto Dio che vive in eterno, benedetto il suo regno; egli castiga e ha compassione, fa scendere agli inferi, nelle profondità della terra, e fa risalire dalla grande perdizione: nessuno sfugge alla sua mano. Lodatelo, figli d'Israele, davanti alle nazioni, perché in mezzo ad esse egli vi ha disperso e qui vi ha fatto vedere la sua grandezza; date gloria a lui davanti a ogni vivente, poiché è lui il nostro Signore, il nostro Dio, lui il nostro Padre, Dio per tutti i secoli.
Io gli do lode nel paese del mio esilio e manifesto la sua forza e la sua grandezza a un popolo di peccatori. Convertitevi, o peccatori, e fate ciò che è giusto davanti a lui; chissà che non torni ad amarvi e ad avere compassione di voi. Io esalto il mio Dio, l'anima mia celebra il re del cielo ed esulta per la sua grandezza.


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