Beati gli operatori di pace - Parrocchia San Giuseppe Manfredonia

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Parrocchia San Giuseppe
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21 aprile - 8° Incontro:
"Beati gli operatori di pace, perchè saranno chiamati figli di Dio" (Mt 5,9)
La beatitudine non si riferisce a persone pazienti, pacifiche, ma a quanti promuovono attivamente la concordia, la riconciliazione.
CARITAS | 13/02/2022

Lettura della parola di Dio (L'annuncio del Risorto)
DAL VANGELO DI GIOVANNI 20, 19-28
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».

Domande per la consultazione sinodale
Gesù Risorto appare ai discepoli, entrando nei luoghi “sprangati” dalla paura e dalla divisione interna; Egli entra per donare lo Spirito Santo e la pace e per inviare in missione la sua comunità, ormai divenuta il suo corpo nel mondo. Solo lo Spirito del Risorto può ridare vita alle nostre comunità bloccate dalla paura per il cambiamento d’epoca, dal conflitto interno, dall’indifferenza verso i poveri del quartiere. Lo Spirito vuole farci sperimentare oggi ciò che la Chiesa visse il mattino di Pasqua.
“Una rondine non fa primavera”, dice un vecchio proverbio. Così ogni ripartenza nella Chiesa non avviene per l’iniziativa di uno solo, ma grazie al discernimento di una comunità che si lascia “rivitalizzare” dallo Spirito del Cenacolo.

  1. Pratichiamo abitualmente il discernimento comunitario, nell’equipe e nel consiglio pastorale, nei gruppi? Questo significa decidere insieme sulla base di un consenso che scaturisce dalla comune obbedienza allo Spirito Santo, dopo aver ascoltato tutti, e non da calcoli e strategie. O siamo una comunità che delega al presbitero tutte le decisioni?
  2. Come crescere nello stile della sinodalità, nel camminare insieme? Come formarci a questo stile, in modo da praticarlo sempre di più?
  3. Siamo presenti nel quartiere, nei posti di lavoro, con un atteggiamento positivo, da costruttori di pace? O favoriamo le tensioni sociali, la lotta tra gruppi, gli interessi di una parte (la nostra) contro il bene di tutti?

Preghiera conclusiva (Sal 85,11-14)
Amore e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra e giustizia si affaccerà dal cielo.
Certo, il Signore donerà il suo bene e la nostra terra darà il suo frutto;
Giustizia camminerà davanti a lui: i suoi passi tracceranno il cammino.


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