Ascensione del Signore A - Parrocchia San Giuseppe Manfredonia

71043 - Manfredonia FG Via Dei Veneziani snc
Parrocchia San Giuseppe
Vai ai contenuti

Ascensione del Signore A


Lectio Divina (Mt 28,16-20)

22 maggio 2020 | Lectio Divina
_______________________________________
Si parte! Pronti, partenza, via!

A proposito di ripartenze, la Solennità di Domenica prossima ci invita a scaldare i motori in vista di un grande viaggio che ci attende. Eh, sì! La festa dell'Ascensione del Signore è proprio la festa della "partenza", dice don Biagio nella sua Lectio Divina di lunedì scorso.

No, non quella di Gesù! Lui rimane con noi per sempre, bensì la nostra, quella dei suoi discepoli. Un'avventura iniziata già 2000 anni fa circa a Betlemme, quando Gesù inaugurò il suo viaggio al centro dell'amore, dopo che tutti i preparativi furono portati a termine, realizzando così la promessa del Padre.

Ora tocca a noi! Raccogliamo la staffetta che Gesù ci ha consegnato e partiamo anche noi. Dove andiamo? In giro, a raccontare a tutti la sua esperienza di vita, ciò che siamo e ciò che saremo.

L'itinerario è già fissato, non c'è tempo da perdere, Lui sarà sempre con noi a guidarci e sostenerci ... Buon viaggio!

*********

LA FESTA DELLA PARTENZA

L'evangelista Matteo, nel Vangelo, resta fedele al suo tema di fondo: Gesù è Dio con noi; anche se non lo possiamo più vedere con i nostri occhi, Dio rimane con noi. Non abbandona il suo domicilio terrestre acquisito una volta per sempre con l'Incarnazione.

Sembra di essere tornati all'inizio della vita storica di Gesù: qui i discepoli in adorazione, all'inizio i Magi in adorazione. Qui Gesù assicura: "Io sono con voi", all'inizio a Giuseppe viene annunciato l'Emmanuele: il Dio con noi.

Ma l'elemento caratterizzante è il movimento: "Andate", meglio ancora: "Partite". La parola chiave, il segno decisivo del compito del discepolo: il movimento. Quindi Domenica, non si celebra la partenza del Maestro, ma la partenza dei discepoli!

Il Risorto, nella pienezza della sua potestà divino-umana, invia i suoi discepoli in una cornice della solenne scena di investitura (montagna-cielo-terra): "Andate, fate discepoli tutti i popoli":

  1. battezzandoli nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo;
  2. insegnando loro di osservare tutto ciò che vi ho comandato.

Quello di Gesù è un ordine perentorio: non c'è spazio per eventuali obiezioni, eccezioni. Anche il programma è già fissato, non c'è più niente da dire. Resta solo da fare. Viene scavalcata la fase della discussione, dell'analisi della situazione: qui c'è l'urgenza di partire. Il Vangelo deve cominciare la sua corsa nel mondo, non possiamo più aspettare.

Partendo dal testo evangelico, possiamo evidenziare altre due sottolineature che l'evangelista ci consegna:

  • il rapporto non è tra Cristo Gesù glorificato e individui singoli, ma tra Lui e un gruppo di persone, dando vita ad una dimensione comunitaria. Estremamente importante in questa fase della nostra vita incui tutto sembra spingere verso l'individualismo;

  • l'ultima parola non riguarda l'attività dei discepoli, ma la parte che svolge il Signore in questa missione: "Io sono" con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.

L'impegno fondamentale della Chiesa è quello di non vanificare questa presenza efficace. Ci può essere un'azione che la manifesta, e un'azione che la oscura o addirittura la cancella: "Perchè state a guardare il cielo?"

Stare a guardare il cielo, rimanere imbambolati, statici mentre bisogna partire immediatamente, andare incontro agli altri e scoprire insieme il luogo, la persona, il volto dove Lui è presente.
In primo piano
Torna ai contenuti