Aiuti Alimentari - Parrocchia San Giuseppe Manfredonia

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Parrocchia San Giuseppe
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Aiuti Alimentari

Pastorale > Caritas
Gestione degli interventi
per la distribuzione degli aiuti alimentari
ANNO 2018
Caritas
Questo rapporto è il frutto dell’attività quotidiana della Caritas parrocchiale di San Giuseppe, esercitata nel corso dell’anno 2018. La Caritas è una realtà complessa; costituita al fine di promuovere la testimonianza della carità, essa si fa promotrice di numerose iniziative che vanno dalle attività di promozione e animazione sociale, al sostegno socio-assistenziale, all’accoglienza, alle attività di patrocinio in dife¬sa degli ultimi e dei più vulnerabili.

Uno degli strumenti mediante il quale essa opera è il “Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti”.  Il fondo è istituito presso l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) per il finanziamento dei programmi nazionali di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti nel territorio della Repubblica Italiana (art. 58 del DL 22 giugno 2012, n. 83, convertito in Legge 7 agosto 2012, n. 134). Le derrate alimentari sono distribuite agli indigenti mediante organizzazioni caritatevoli, conformemente alle modalita' previste dal Regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre 2007.

L’acquisto dei beni alimentari viene eseguito centralmente dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), in qualità di organismo intermedio, attraverso apposite procedure di gara. I fornitori conferiscono gli alimenti presso i magazzini delle organizzazioni partner accreditate presso AGEA con il ruolo di capofila (OpC), affiliate a sette enti nazionali di coordinamento: Fondazione Banco Alimentare, Caritas Italiana, Croce Rossa Italiana, Fondazione Banco delle Opere di Carità, Associazione Banco Alimentare Roma, Comunità di Sant’Egidio, Associazione Sempre insieme per la pace. Le OpC, a propria volta, distribuiscono i beni agli indigenti, diret¬tamente o tramite la rete delle Organizzazioni partner Territoriali in tutta Italia (OpT).

Il programma europeo prevede che alla distribuzione di aiuti alimentari sia abbinata l’eroga¬zione di misure di accompagnamento per il sostegno e l’accompagnamento della persona/ famiglia alla rete integrata dei servizi locali. Tali misure comprendono: accoglienza e ascolto; informazione, consulenza e orientamento; accompagnamento ai servizi; sostegno psicologico; educativa alimentare; consulenza nella gestione del bilancio familiare; sostegno scolastico; so¬stegno e orientamento alla ricerca di lavoro; prima assistenza medica; tutela legale.

Nella prassi ormai consolidata la Caritas parrocchiale, per gli aiuti in argomento, richiede agli indigenti l’ISEE e lo stato di famiglia (preliminarmente all’avvio del percorso di accompagnamento). Questa pratica non è sempre stata accettata in modo positivo da tutte le persone: molte persone non si sono più presentate, altre sono state escluse perché avevano un ISEE troppo alto.

Come è noto, questa procedura nasce sostanzialmen¬te da più motivazioni: per verificare il reale stato di bisogno delle persone e delle famiglie prese in carico; per adempiere ai vincoli dell’Unione Europea che mediante l’organismo AGEA; per orientare al tempo stesso anche le persone all’acquisizione di tale documentazione indispensabile per poter accedere agli aiuti pubblici.

Per l’anno 2019, i criteri di identificazione degli indigenti beneficiari, saranno applicati in relazione alle soglie ISEE di accesso al REI/Reddito di Cittadinanza.

Anche per il 2018 la forma di aiuto più frequente è stata l’erogazione di beni e servizi materiali, in aumento rispetto all’anno precedente. Tra queste, prevalgono le distribuzioni di pacchi viveri e di vestiario. Segue poi l’elar¬gizione di sussidi economici, erogati per sostenere le spese più urgenti, per lo più bollette, tasse e canoni di locazione. Per questi ultimi, sarà predisposta una specifica rendicontazione.

Su un totale di 96 indigenti (per un totale di 1.821 pacchi viveri), 68 (1.290 pacchi viveri) (71%), sono stati assistiti in modo continuativo, 28 (531 pacchi viveri) (29%), in modo saltuario. Complessivamente, gli indigenti sono composti da 22 bambini tra 0 e 15 anni, 64 adulti tra 16 e 64 anni e 10 anziani di età uguale o superiore ai 65 anni. Le donne sono 46 e gli uomini 50.

Per quanto riguarda i 68 indigenti assistiti in modo continuativo, 16 sono bambini tra 0 e 15 anni, 45 gli adulti tra 16 e 64 anni e 7 gli anziani di età uguale o superiore ai 65 anni. Le donne sono 31 e gli uomini 37.

Per assistenza continuativa si deve intendere l’erogazione svolta verso persone che ricevono gli aiuti alimentari e le relative misure di accompagnamento in modo regolare nel tempo. Per la distribuzione dei pacchi alimentari l’erogazione dell’aiuto per più di sei mesi nel corso anno con periodicità almeno mensile. (cfr. Ministero del lavoro e delle politiche sociali - Direzione generale per la lotta alla povertà e per la programmazione sociale, d.d. n. 52 del 1° marzo 2017, cit.).

Nei loro confronti, oltre ai beni materiali ottenuti grazie alla generosità della comunità parrocchiale e dalle collette alimentari organizzate per lo scopo, sono stati distribuiti gratuitamente kg. 2.448,768 di alimenti; Lt 623 di latte e aromi/condimenti, provenienti dall’organismo AGEA mediante il filone FEAD (Fondo di aiuti europei agli indigenti).

L’aiuto alimentare ha avuto per oggetto le seguenti categorie di prodotti:

• paste alimentari per un totale di kg. 1.109,000 (36%)
• Conserve per un totale di kg. 814,768 (27%)
• Latte e derivati per un totale di Lt. 367,000 (12%)
• Formaggi per un totale di Kg. 2,800
• Cereali, derivati e trasformati per un totale di kg. 379,000 (12%)
• Aromi e condimenti per un totale di Lt. 256,000 (8%)
• Prodotti dolciari per un totale di kg. 143,200 (5%)

Si evidenzia che le risposte dei beneficiari evidenziano anche come la povertà economica sia solo la spia di processi di disagio più estesi e allargati anche ad altre dimensioni, per cui la distribuzione alimentare diventa un’occasione per entrare in contatto con fasce di popolazione altrimenti invisibili che vivono in una situazione di emarginazione e di solitudine profondi.

Per la Caritas parrocchiale da un lato permane la capacità di intercettare una fascia di persone in condizione di grave povertà, spesso anche estrema; dall’altra, però, resta anche la comprensibile difficoltà nel costruire percorsi di autentica promozione e fuo¬riuscita dalla condizione di marginalità e di dipendenza dall’aiuto e dal sostegno dei servizi per una fascia di persone che spesso ha alle spalle un prolungato vissuto di marginalità ed esclusione sociale, una situazione che pesa in prima battuta sui diretti interessati, incapaci di rompere le “catene dell’impoverimento”, ma che rischia anche di gravare sulla quotidianità della Caritas parrocchiale, nei cui uffici rischiano di accavallarsi e sommarsi situazioni di povertà che si protraggono da anni senza un apparente via di uscita.



Grafico n. 01: Indigenti assistiti in modo continuativo e saltuario, distinti per età – Anno 2018
Grafico n. 02: Pacchi viveri distribuiti - Anno 2018
Grafico n. 03: Aiuti alimentari erogati per macrovoci (%)– Anno 2018
Tabella n. 01: Pacchi viveri distribuiti - Anno 2018
Tabella n. 02: Aiuti alimentari erogati per macrovoci (Kg)– Anno 2018
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