2ª Parte (cap. 8,31-16,8) - Parrocchia San Giuseppe Manfredonia

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A Gerusalemme: il mistero della Croce
In cammino con Marco. Sintesi del percorso liturgico per l'Anno B - Cap. 8-31, 16-8.

"Chi è il discepolo?”: l'identità di ciascuno di noi

L’identità del Maestro richiama, naturalmente e specularmente, la domanda sull’identità del discepolo.
E’ fondamentale una lettura attenta di Mc 3,13-19: “Salì sul monte, chiamò a sé quelli che Egli volle ed essi andarono da Lui. Ne costituì 12:

  1. Che stessero con Lui.
  2. per mandarli a predicare.
  3. perché avessero il potere di scacciare i demoni.

L’identità del Maestro richiama naturalmente e specularmente l’identità del discepolo. E’ fondamentale una lettura attenta di Marco 3, 13-19: l’evangelista ci dice che nella mente del Signore viene prima la creazione e la formazione del gruppo apostolico e poi la predicazione e l’impegno ecclesiale. Se prima non si fa esperienza di fraternità, se non c’è Comunità, se non si vive la Comunione ecclesiale, non può esserci nemmeno l’originalità e la specificità del carisma di ciascuno. Per Marco, la Comunità è il “luogo” principe in cui ogni vocazione si comprende innanzitutto come convocazione.

Nella Comunità, infatti, il discepolo di Gesù, in tutta la sua originalità e bellezza si qualifica per:

  • la sua fede in Dio;
  • la sua fiducia in Gesù, il Figlio di Dio;
  • per la sua appartenenza a lui attraverso la Comunità;
  • per la sua presenza sotto la Croce del Maestro.

Ne consegue che, nel Vangelo di Marco ogni discepolo, ciascuno di noi:

  • rinuncia volentieri a se stesso;
  • accetta ed accoglie la via della Croce come corsia unica e preferenziale per conoscere Gesù;
  • non teme di seguirlo con gioia, per quella strada che conduce al Calvario e alla gioia dell’esperienza condivisa della Pasqua.







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